4 giugno 2019 - Imprese

Microsoft implora gli utenti: installate la patch prima di un altro WannaCry

Microsoft implora gli utenti: installate la patch prima di un altro WannaCry

EternalBlue è ancora aperta su almeno un milione di dispositivi direttamente connessi a Internet.
 
Verso la metà di maggio, Microsoft rilasciò una patch che risolveva una grave vulnerabilità, battezzata EternalBlue e presente nel componente di Windows Remote Desktop Services, che, se sfruttata, rischiava di avere conseguenze gravi quanto quelle di WannaCry. 
 
La situazione era talmente seria che Microsoft rilasciò la correzione anche per Windows XP, un sistema operativo non più supportato da cinque anni eppure ancora utilizzato in certe occasioni. 
 
In effetti, dato che la falla era presente, oltre che in Windows XP, anche in Windows Vista, Windows 2003, Windows 7, Windows Server 2008 e 2008 R2, Microsoft rilasciò aggiornamenti per tutti questi sistemi e si mise a sperare che rapidamente venissero installati. 
Ora che siamo a giugno, s'è accorta che non è così: i rilevamenti parlano di oltre un milione di sistemi direttamente connessi a Internet sui quali la patch ancora non è stata installata, e chissà quando lo sarà. 
E tutto ciò senza contare i sistemi senza patch posti all'interno di reti aziendali. 
 
Così Microsoft ha deciso di rivolgere un appello a tutti quanti: per piacere, dice il post sul blog ufficiale, provvedete a installare subito la correzione. 
 
Se da Redmond insistono tanto è perché la falla è wormable, ossia può essere sfruttata con un malware di tipo worm in grado di spostarsi da computer a computer, proprio come fece WannaCry nel 2017. 
Microsoft teme che i dispositivi non protetti e connessi direttamente a Internet vengano prima o poi sfruttati per portare l'infezione all'interno delle reti aziendali, per poi scatenare lì il caos. 
«Sono passate soltanto due settimane dal rilascio della correzione e per ora non ci sono ancora segni di un worm» scrive Simon Pope, vagamente minaccioso, nel post sul blog ufficiale. «Ciò però non significa che siamo fuori pericolo».

Fonte: microsoft 2.jpg

Tutte le news


Filtra per categoria:


Pag |  < |  1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | >