6 novembre 2019 - Software

Maze, il ransomware che si spaccia per l'Agenzia delle Entrate

Maze, il ransomware che si spaccia per l'Agenzia delle Entrate
 
Ricevere una comunicazione dall'Agenzia delle Entrate di solito già non fa molto piacere (perché generalmente c'è qualcosa da pagare), ma le cose peggiorano se quella che sembra un'email ufficiale è in realtà un ransomware.
 
Come segnala il CERT-PA si va infatti diffondendo in Italia il ransomware Maze che si presenta proprio cercando di riprodurre l'aspetto di una comunicazione ufficiale proveniente dall'Agenzia delle Entrate, copiando loghi e riferimenti.
 
Non solo: per cercare di sembrare più verosimile, il messaggio che distribuisce il malware si appoggia a tre domini, registrati lo scorso 25 ottobre, che a un occhio distratto potrebbero sembrare legittimi: si tratta di agenziaentrateinformazioni.icu, agenziaentrate.icu e agenziainformazioni.icu.
 
Come sempre capita in questi casi, il pericolo non sta nel messaggio in sé, che peraltro è scritto in un italiano corretto e non sgrammaticato come succede molto spesso, ma nell'allegato: un file di Word dal nome Verdi.doc che contiene una macro pericolosa, il cui compito è scaricare il ransomware vero e proprio.
 
A parte il millantato legame con l'Agenzia delle Entrate, Maze lavora come ogni altro ransomware: cripta il contenuto del disco rigido e richiede un pagamento in Bitcoin per fornire la chiave tramite la quale decifrare i file.
 
Per difendersi, gli utenti possono innanzitutto equipaggiarsi con un buon antivirus, quindi ricordarsi di effettuare tutti gli aggiornamenti del sistema operativo e di Flash Player.
 
Maze sfrutta infatti una vulnerabilità nel software di Adobe per poter eseguire le proprie funzioni.
 
È inoltre importante non eseguire mai le macro incluse nei documenti che provengono da Internet (non a caso Office ne disabilita l'esecuzione come impostazione predefinita) e, naturalmente, verificare che ogni email arrivi veramente dal mittente indicato: nel caso specifico, i domini usati non fanno capo all'Agenzia delle Entrate.
 
Al momento in cui scriviamo non esiste uno strumento di decrittazione elaborato dagli esperti di sicurezza: se si possiede un backup aggiornato dei propri dati si può evitare di sottostare al ricatto formattando il PC infetto e ripartendo dal backup stesso.

Fonte: https://www.zeusnews.it/

Tutte le news


Filtra per categoria:


Pag |  < |  1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | >  | >>