29 novembre 2019 - Software

Fattura non pagata, Iva persa per il fornitore

ITALIAOGGI - NUMERO 280   PAG. 32  DEL 27/11/2019
DIRITTO E FISCO
 
Fattura non pagata, Iva persa per il fornitore
 
Se il cliente non paga la fattura, il sistema tributario non prevede alcun rimedio a favore del fornitore che deve recuperare l’Iva addebitata in rivalsa e versata all’erario, salvo che il credito risulti insoddisfatto all’esito di una procedura esecutiva infruttuosa
 
Se il cliente non paga la fattura, il sistema tributario non prevede alcun rimedio a favore del fornitore che deve recuperare l'Iva addebitata in rivalsa e versata all'erario, salvo che il credito risulti insoddisfatto all'esito di una procedura esecutiva infruttuosa, nel qual caso è ammessa la variazione in diminuzione. 
Quanto alle ritenute d'acconto indicate nella fattura che è stata però respinta dal cliente, non possono considerarsi operate e non sono quindi scomputabili. 
È quanto ha chiarito l'Agenzia delle entrate con le risposte ad interpello n. 499 e n. 500 pubblicate ieri, 26 novembre 2019.
 
All'origine delle questioni, la vicenda di un contribuente che, ritenendo erroneamente di potersi avvalere del regime forfetario di cui all'art. 1, commi 54 e seguenti, della legge n. 190/2014, aveva emesso alcune fatture senza addebito dell'Iva e senza evidenza della ritenuta d'acconto, pagate dal committente. 
Accortosi dell'errore, il contribuente provvedeva successivamente, per via elettronica, ad emettere note di variazione in diminuzione a storno delle precedenti fatture, nonché a riemettere le fatture con addebito dell'Iva e con evidenza della ritenuta d'acconto, documenti che però il cliente rifiutava. 
Da qui la richiesta di interpello all'Agenzia delle entrate.
 
Il recupero dell'Iva (risposta n. 500)
 
Preliminarmente, l'agenzia osserva che, nel caso di specie, l'erronea emissione delle fatture in regime forfetario può essere corretta con una delle seguenti modalità (alternative ed equivalenti):
a) emettendo note di variazione in aumento per la sola Iva non addebitata inizialmente, indicando nelle note stesse anche la ritenuta d'acconto
b) emettendo note di variazione in diminuzione, a storno delle fatture errate, seguite dalla riemissione delle fatture con evidenza dell'Iva e della ritenuta.
 
Nella fattispecie, il contribuente ha seguito correttamente la modalità sub b), sicché il rifiuto dei documenti rettificativi opposto dal committente non sembra giustificato.
 
Nondimeno, considerate l'autonomia dei rapporti che insorgono nel meccanismo di applicazione dell'Iva e la natura privatistica del rapporto di rivalsa tra fornitore e cliente, «la possibilità di recuperare l'Iva, correttamente versata all'erario dall'istante in seguito ad emissione delle nuove fatture ed addebitata a titolo di rivalsa, ma non versata dal committente, non trova soluzione nel sistema fiscale, salvo che non si proceda con una procedura esecutiva individuale rimasta infruttuosa» ai sensi del comma 2 dell'art. 26 del dpr n. 633/72. 
Insomma, al contribuente non resta che adire le vie legali.
 
Le ritenute indicate nelle fatture (risposta n. 499)
 
Per quanto riguarda le ritenute d'acconto esposte nelle fatture correttive, l'agenzia ricorda di avere chiarito, con risoluzione n. 68/2009, che il contribuente può scomputare dall'Irpef le ritenute subite sui redditi di lavoro autonomo o d'impresa anche in assenza della certificazione rilasciata dal sostituto, purché sia in grado di documentare l'effettivo assoggettamento alle ritenute, nel qual caso la responsabilità è esclusivamente del sostituto. 
Questa posizione ha trovato avallo da parte della corte suprema, secondo cui l'omessa esibizione della certificazione rilasciata dal sostituto non preclude al contribuente sostituito di provare l'assoggettamento alla ritenuta con altri mezzi. Nella fattispecie, tuttavia, non si può affermare che il committente abbia operato la ritenuta, avendo egli rifiutato sia le note di variazione a storno delle fatture originarie, sia le fatture correttive indicanti la ritenuta d'acconto, sicché il contribuente, non avendo subito le ritenute, non può vantare alcun credito Irpef.
 
Franco Ricca
 
https://www.italiaoggi.it/news/fattura-non-pagata-iva-persa-per-il-fornitore-2405610

Fonte: www.italiaoggi.it

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