17 aprile 2020 - Hardware

Computer quantistici più vicini, grazie allo studio di Intel che rivoluziona il settore

Computer quantistici più vicini, grazie allo studio di Intel che rivoluziona il settore
di Pasquale Agizza - 16/04/2020 11:0913
 
Il produttore californiano ha dimostrato come sia possibile far funzionare i qubit a temperature più alte rispetto a quelle odierne. 
Questo apre alla possibilità di creare un chip che integri sia i qubit che l’elettronica di controllo
 
Un rivoluzionario sistema che consente ai qubit di lavorare a temperature più alte, ed apre la strada alla creazione di chip integrati. 
È questo lo studio di Intel, pubblicato su Nature, che ci avvicina a grandi passi all’era della computazione quantistica di massa.
 
Per capire l’importanza della scoperta di Intel, ricordiamo che alla base dell’informatica quantistica c’è il qubit, l’equivalente del bit nell’informatica classica. 
A differenza del bit classico però, che può assumere solo il valore 0 e 1, il qubit può assumere diversi valori ed essere contemporaneamente sia 0 che 1.
 
Per questo motivo il qubit è più versatile rispetto al bit classico, permettendo di immagazzinare in un solo elemento una quantità maggiore di informazioni. 
Grazie a questo, un computer quantistico ha potenzialmente una velocità computazionale estremamente maggiore rispetto ad un computer “classico”, almeno per risolvere un certo tipo di problemi.
 
Per garantire, però, che i qubit possano funzionare secondo le attese c’è bisogno che lavorino in condizioni estremamente protette. 
In particolare, il funzionamento è garantito solo a temperature estremamente rigide, a pochi passi dallo zero assoluto (-273,15 °C). 
Questo introduce una gran difficoltà nel far funzionare un sistema quantistico, dato che i qubit e l’elettronica necessaria al funzionamento del sistema non potevano essere inclusi sullo stesso chip.
 
Grazie ad Intel sappiamo che i qubit possono funzionare anche a 1,1 gradi Kelvin
La novità, invece, è che Intel e QuTech sono riusciti a far funzionare i qubit a temperature più alte. 
Anche se per ora la differenza è poca, visto che i qubit di Intel funzionano a 1,1 gradi kelvin (-272,05 °C), questo può segnare un gran passo avanti per l’informatica quantistica.
 
La possibilità di far funzionare i qubit a temperature più alte apre infatti le porte alla possibilità di posizionare l’elettronica di controllo accanto ai qubit, sullo stesso chip, con Intel che ha già sviluppato una soluzione proprietaria (a controllo criogenico) per la connessione dei due elementi.
 
Anche se il passo avanti è importante, questo non significa che i computer quantistici sono ormai pronti per essere portati al grande pubblico. 
A smorzare gli entusiasmi è proprio Jim Clarke, alto dirigente Intel, che prevede una distanza di 8-10 anni prima che la computazione quantistica faccia il suo debutto su larga scala.

Fonte: www.dday.it

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